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Alexander Calder

Monumental Sculpture

October 29, 2009–January 30, 2010
Rome

Alexander Calder: Monumental Sculpture Installation view

Alexander Calder: Monumental Sculpture

Installation view

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Works Exhibited

Alexander Calder, Rouge Triomphant (Triumphant Red), 1959–63 Sheet metal, rod, and paint, 110 × 230 × 180 inches (279.4 × 584.2 × 457.2 cm)

Alexander Calder, Rouge Triomphant (Triumphant Red), 1959–63

Sheet metal, rod, and paint, 110 × 230 × 180 inches (279.4 × 584.2 × 457.2 cm)

About

People think monuments should come out of the ground, never out of the ceiling, but mobiles can be monumental too.
—Alexander Calder

Gagosian Gallery is pleased to present an exhibition of large-scale sculptures by Alexander Calder made between 1948 and 1964.

Born into a family of celebrated yet traditional artists, Calder's innovative genius changed the course of modern art. He began by developing a new method of sculpting — bending and twisting wire to "draw" three-dimensional figures in space. Resonating with early Conceptual and Constructivist art as well with as the language of early abstract painting, Calder gained renown for his invention of the mobile (a term coined by Marcel Duchamp to describe Calder's new kinetic sculptures) in which boldly colored abstract shapes made of industrial materials, including steel and wood, hang in perfect balance from delicate wires. Although his first mobiles made use of modern technology and were driven by electrical or mechanical means, he soon preferred their movements to be guided by the unpredictable influences of wind and water. While the kinetic energy, dynamism, and ebullience of the mobiles remained of primary interest throughout his life, Calder also created a number of important static sculptures, which Jean Arp named "stabiles" to distinguish them from their kinetic counterparts. These constructions utilized various techniques of welding and bolting to create a type of metalwork that rejected the weight and solidity of a bronze mass, yet allowed an object to displace space in a three-dimensional manner while remaining linear, open, planar, and suggestive of implicit motion.

By the 1950s, Calder's international recognition had increased significantly, allowing him to expand his studios in the United States and France; as a result, he was able to create his mobiles and stabiles on a monumental scale. In Untitled (Vertical Out of Horizontal) (1948), an early painted steel mobile from this period, Calder's sparing but deliberate use of color as well as weight and movement created increasingly complex kinetic relationships. In Rouge Triomphant/Triumphant Red (1959-63), a mobile that spans almost six meters, he introduced primary red to provide vivid contrast to his almost exclusive use of black. In this rhythmic work, three groups of black "scales" are offset by an occasional red one to create a dynamic yet delicately balanced assemblage, whereas Blanc de Blanc (1960), a mobile consisting solely of white elements, is as light and effervescent as the sparkling wine to which the title refers.

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La gente pensa che i monumenti debbano venire fuori dal suolo, mai dal soffitto, ma anche i mobiles possono essere monumentali.
—Alexander Calder

Gagosian Gallery è lieta di presentare una mostra di sculture monumentali di Alexander Calder realizzate fra il 1948 e il 1964.

Nato in una famiglia di artisti apprezzati ma di stampo tradizionale, il genio innovatore di Alexander Calder ha cambiato il corso dell'arte moderna. Iniziò il suo percorso artistico creando un nuovo modo di scolpire piegando ed attorcigliando fili di metallo per "disegnare" nello spazio figure tridimensionali. Con una sensibilità affine al primo Costruttivismo, all'Arte Concettuale e al linguaggio della pittura astratta, Calder diventò famoso per i mobiles (termine coniato da Marcel Duchamp per descrivere queste innovative sculture cinetiche), in cui forme astratte vivacemente colorate e realizzate con materiali industriali, quali acciaio e legno, sono sospese in perfetto equilibro con delicati fili di metallo. Ai primi esempi che, sfruttando la tecnologia moderna, erano azionati elettricamente o meccanicamente, ne seguirono altri i cui movimenti venivano guidati in modo imprevedibile dal vento e dell'acqua. Sebbene l'energia cinetica, il dinamismo e l'esuberanza dei mobiles rimasero sempre un interesse primario per l'artista, Calder creò anche numerose sculture statiche che Jean Arp chiamò stabiles per distinguerle dalle opere cinetiche. Diverse tecniche di saldatura e fissaggio furono utilizzate per giungere ad una lavorazione del metallo che rifiutasse il peso e la solidità della massa di bronzo ma consentisse all'oggetto di occupare uno spazio tridimensionale pur rimanendo lineare, aperto e bidimensionale e di trasmettere una implicita sensazione di movimento.

Negli anni Cinquanta il riconoscimento internazionale di Calder aumentò in modo significativo consentendo all'artista di lavorare tra gli Stati Uniti e la Francia e di realizzare i suoi mobiles e stabiles su scala monumentale. In Untitled (Vertical Out of Horizontal) (1948), uno dei primi mobile di acciaio cromato di questo periodo, il libero utilizzo di colore di Calder, unito al peso ed al movimento, crea dinamiche cinetiche progressivamente complesse. In Rouge Triomphant/Triumphant Red (1959-63), mobile ampio quasi sei metri, l'artista introduce il rosso primario per creare un acceso contrasto con il precedente uso quasi esclusivo del nero. In questa opera ritmata, tre gruppi di scaglie di metallo nero sono in contrappunto con un'unica scaglia rossa, creando un insieme dinamico ma in delicato equilibrio; mentre Blanc de Blanc (1960), composta di soli elementi bianchi, è leggera ed effervescente come il vino frizzante a cui il giocoso titolo fa riferimento.

In stabiles monumentali come Spunk of the Monk (1964) l'evidente peso delle imponenti arcate di acciaio è sostenuto da solo sette punti di contatto con il suolo, evocando un gruppo di animali o un qualche insetto esotico, mentre il loro intersecarsi offre prospettive multiple che variano con il movimento dello spettatore attorno all'opera. Commissionato per l'American Republic Insurance Company di Des Moines, Iowa, edificio progettato da Mies van der Rohe, il titolo è una divertita allusione alla nozione di forza vitale che unisce la radice francese del nome della città alle parole inglesi "spirito" o "sperma". I monumentali piani tesi e curvi di Five Points/Triangles (1957) convergono tra loro quasi sorreggessero l'uno il peso dell'altro svettando verso l'alto come la prua di una nave.

Completano la mostra due standing mobiles, ed alcune gouaches degli anni Sessanta e Settanta il cui vivace uso di colori primari riecheggia i motivi astratti e figurativi delle sculture.

Alexander Calder nacque nel 1898 in Pennsylvania e studiò presso lo Stevens Institute of Technology e l'Art Students League. Morì a New York City nel 1976. Le sue opere sono incluse in importanti collezioni museali, tra cui il Musée national d`art moderne ed il Centre Georges Pompidou, Parigi; il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía, Madrid; ed il Museum of Modern Art, New York. Numerose commissioni pubbliche sono visibili in tutto il mondo. Il lavoro dell'artista è stato oggetto di numerose mostre, tra cui Alexander Calder: Die großen Skulpturen/Der andere Calder, Kunst und Ausstellungshalle der Bundesrepublik Deutschland, Bonn, 1993; Alexander Calder, Louisiana Museum of Modern Art, Humlebaek, 1995 (esposta anche presso il Moderna Museet, Stoccolma, ed il Musée d'Art Moderne de la Ville de Paris, Parigi, nel 1996); Alexander Calder: 1898–1976, National Gallery of Art, Washington, D.C. (esposta anche presso il San Francisco Museum of Modern Art, CA), 1998; Alexander Calder: The Paris Years, 1926-1933, the Whitney Museum of American Art, New York, 2008 (esposta anche presso il Centre Pompidou, Parigi, 2009); Calder, Palazzo delle Esposizioni, Roma, 24 ottobre 2009 – 14 febbraio 2010.