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Opening reception: Saturday, October 13, 6–8pm

Sarah Sze

October 13, 2018–January 12, 2019
Rome

 © Sarah Sze

© Sarah Sze

About

In the age of the image, a painting is a sculpture. A sculpture is a marker in time.
—Sarah Sze

Gagosian is pleased to present new works by American artist Sarah Sze. This is Sze’s first gallery exhibition in Italy, following her participation in the Biennale di Venezia in 2013 (Triple Point, US Pavilion) and 2015.

Sze’s art utilizes genres as generative frameworks, uniting intricate networks of objects and images across multiple dimensions and mediums, from sculpture to painting, drawing, printmaking, and video installation. She has been credited with changing the very potential of sculpture. Working from an inexhaustible supply of quotidian materials, she assesses the texture and metabolism of everything she touches, then works to preserve, alter, or extend it. Likewise, images culled from countless primary and secondary sources migrate from the screen to manifest on all manner of physical supports—or as light itself.

A video installation, the latest of Sze’s Timekeeper series begun in 2015, transforms the oval gallery of Gagosian Rome into a lanterna magica, an immersive environment that is part sculpture, part cinema. In these studies of the image in motion, at once expansive and intimate, time, place, distance, and the construction of memory are engaged through a mesmerizing flux of projected images, both personal and found. A sort of Plato’s Cave, the new work confronts the viewer from simultaneous points of view: moving pictures of people, animals, scenes, and abstractions unfold, flickering and orbiting randomly like thought, or life itself.

In an in-situ gesture that links the darkened video gallery with the adjoining room of new panel paintings, Sze materializes light as a spill of paint applied directly to the stone floor. In the paintings, her nuanced sculptural language adapts to the conditions of the flat support. In delicate yet bold layers of paint, ink, paper, prints, and objects, the three dimensions of bricolage are parsed into the two dimensions of collage. Here, color draws its substantive energies as much from the innate content of found images as from paint and ink. Fields of static, blots, and cosmic vortices emerge out of archival material drawn from the studio and its daily workings in endless visual permutations that collide and overlap in an abundance of surface detail.

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Inaugurazione: sabato 13 ottobre, 18:00 – 20:00

Nell’era dell’immagine, un dipinto è una scultura. Una scultura è un segno nel tempo. 
—Sarah Sze

Gagosian è lieta di presentare una mostra di nuove opere dell’artista americana Sarah Sze, la prima in Italia dopo le sue partecipazioni alla Biennale di Venezia nel 2013 come rappresentante degli Stati Uniti e nel 2015 nella mostra principale.

L’arte di Sze utilizza vere e proprie strutture generative, nelle quali intricati sistemi di elementi uniscono costellazioni di immagini attraverso molteplici dimensioni e medium, dalla scultura alla pittura, al disegno, all’incisione e alla video-installazione. Operando su un’inesauribile scorta di materiale tratto dalla vita quotidiana, Sze, nota per aver trasformato radicalmente le possibilità della scultura, analizza l’aspetto e la natura di tutto ciò con cui viene a contatto e lavora per proteggerli, alterarli o amplificarli. Allo stesso modo le sue immagini, selezionate tra innumerevoli fonti primarie e secondarie, mutano nel passaggio dallo schermo adattandosi ad ogni altra forma di supporto fisico, o semplicemente manifestandosi come luce.

Con una video installazione, l’ultima della serie Timekeeper iniziata nel 2015, Sze trasformerà l’ovale della galleria in una grande “lanterna magica”, un ambiente immersivo sospeso tra i mondi della scultura e del cinema. In queste indagini sull’immagine in movimento, allo stesso tempo comunicative ed intime, Sze esplora tempo, spazio, distanza e costruzione del ricordo tramite un flusso ipnotico di immagini proiettate, sia personali che trovate. Come una sorta di “Caverna di Platone” il nuovo lavoro confronta il visitatore da diversi punti di vista simultaneamente: immagini in movimento di persone, animali, scene e azioni accadono, baluginando ed orbitando casualmente, come avviene nel pensiero o nella vita stessa.

La luce si materializzerà anche tramite macchie di colore applicate direttamente dall’artista sul pavimento come opera in situ: un trait d’union tra l’ovale oscurato trasformato in video gallery e lo spazio attiguo destinato ai dipinti realizzati di recente. In questa nuova serie di dipinti Sze ha adattato la sensibilità del suo linguaggio scultoreo alle caratteristiche del supporto piano del collage. Con delicati ma corposi strati di pittura, inchiostro, carta, stampe e oggetti, le tre dimensioni della scultura aderiscono alla bidimensionalità del collage. Qui il colore trae le sue energie sostanziali tanto dall’essenza stessa delle immagini trovate quanto dalla pittura e dall’inchiostro. Superfici statiche, macchie e vortici cosmici emergono dal materiale d’archivio e dal lavoro quotidiano dell’artista nel suo studio in infinite mutazioni visive che collidono e si sovrappongono in un’abbondanza di dettagli.

A novembre Sze presenterà in galleria la sua prima scultura da esterno, un grande masso di pietra diviso a metà come un geode. Su ciascuna superficie un cielo al tramonto evoca le immagini presenti in alcune pietre cinesi gongshi e nei soggetti spirituali del Rinascimento.

Il 19 novembre 2018 un’importante installazione, Seamless (1999), sarà inaugurata alla Tate Modern, Londra.

In occasione della mostra di Sze da Gagosian Roma, il MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo presenterà venerdì 12 ottobre alle ore 19:00 Sarah Sze in conversazione con il noto curatore e scrittore Okwui Enwezor. Si consiglia la prenotazione.

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