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Giuseppe Penone

Spazio di luce

May 2–June 6, 2015
Rome

Installation view

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Works Exhibited

Giuseppe Penone, Spazio di luce, 2008 (detail) Bronze and gold, 98 7/16 × 787 ⅜ × 97 7/16 inches (250 × 2000 × 245 cm), edition of 3© Archivio Penone

Giuseppe Penone, Spazio di luce, 2008 (detail)

Bronze and gold, 98 7/16 × 787 ⅜ × 97 7/16 inches (250 × 2000 × 245 cm), edition of 3
© Archivio Penone

Giuseppe Penone, Spazio di luce, 2008 (detail) Bronze and gold, 98 7/16 × 787 ⅜ × 97 7/16 inches (250 × 2000 × 245 cm), edition of 3© Archivio Penone

Giuseppe Penone, Spazio di luce, 2008 (detail)

Bronze and gold, 98 7/16 × 787 ⅜ × 97 7/16 inches (250 × 2000 × 245 cm), edition of 3
© Archivio Penone

Giuseppe Penone, Spazio di luce, 2008 (detail) Bronze and gold, 98 7/16 × 787 ⅜ × 97 7/16 inches (250 × 2000 × 245 cm), edition of 3© Archivio Penone

Giuseppe Penone, Spazio di luce, 2008 (detail)

Bronze and gold, 98 7/16 × 787 ⅜ × 97 7/16 inches (250 × 2000 × 245 cm), edition of 3
© Archivio Penone

Giuseppe Penone, Spazio di luce, 2008 (detail) Bronze and gold, 98 7/16 × 787 ⅜ × 97 7/16 inches (250 × 2000 × 245 cm), edition of 3© Archivio Penone

Giuseppe Penone, Spazio di luce, 2008 (detail)

Bronze and gold, 98 7/16 × 787 ⅜ × 97 7/16 inches (250 × 2000 × 245 cm), edition of 3
© Archivio Penone

About

…There is a place on the border between France and Italy, the Valley of Miracles (Valle delle Meraviglie), where there are circa 30,000 rock carvings around Mount Bego, a sacred mountain.

The miracle is not the carvings, but the beauty of the site with its valleys, its mountains, its larches, and the presence of the sea evoked by the smell of the grass.

It is a beauty that suggests a sense of sacredness.

It is a protected area, a natural park in which the vegetation and the territory are periodically maintained. I know woodsmen who work in the park under the supervision of forest rangers, and I go to them when I need larches. The altitude tapers the form of these larches. Large at the base, their trunk narrows rapidly, accentuating its conical shape. I used one of these trees for Space of light. I coated the trunk and the branches with a layer of wax, as if it were a year’s growth in the tree’s life cycle. When it came into contact with the trunk, the wax was imprinted with the pattern of the bark and the signs of the hands that applied it.

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...C'è un luogo sul confine tra Francia e Italia, la Vallée des Merveilles, in cui si trovano circa 30.000 incisioni rupestri attorno al monte Bego, un monte sacro.

La meraviglia non sono le incisioni, ma la bellezza del luogo con le sue valli, le sue montagne, i suoi larici, e la presenza del mare che si avverte nel profumo delle erbe che la ricoprono.

È una bellezza che suggerisce il sentimento del sacro.

È un'area protetta, un parco naturale che viene mantenuto con interventi sulla vegetazione e sul territorio. Conosco dei boscaioli che lavorano nel parco sotto la guida dei forestali ed è a loro che mi rivolgo quando ho bisogno di larici. Sono alberi che a causa dell'altitudine hanno una forma molto rastremata. Il loro tronco grande alla base, si riduce rapidamente, accentuando la loro struttura conica. Mi sono servito di uno di questi alberi per Spazio di luce. Ne ho rivestito il tronco ed i rami con uno strato di cera, come fosse un anno di crescita dell'albero. La cera, a contatto del tronco, ha registrato l'impronta della scorza e l'impronta della pelle delle mani che l'hanno applicata.

L'ho fuso in bronzo in otto sezioni di circa 170 centimetri, ottenendo un involucro che ha sulla superficie esterna le impronte delle mani ed all'interno il negativo della sua scorza.

La superficie interna è stata ricoperta d'oro. Le otto sezioni della scultura sono allineate orizzontalmente e progressivamente ad una distanza di circa 50 centimetri.

Osservando l'interno, lo sguardo percorre il negativo dell'albero e l'oro che riflette la luce ne esalta lo spazio, uno spazio di luce che registra l'assenza dell'albero, un essere la cui forma ed esistenza sono determinate dalla ricerca ed esposizione alla luce.

Spazio di luce cammina per venti metri verso la linea dell'orizzonte, imprigiona la luce e lo sguardo nel suo interno verso un punto che coincide con la focale centrale della prospettiva.

Lo sguardo è racchiuso all'interno del bronzo, un anno di bronzo...
—Giuseppe Penone, 22 Opere a Versailles, Château de Versailles, 2013

Ideata nel 2008 ed esposta a Londra alla Whitechapel Gallery nel 2012–13, al Castello di Versailles nel 2013, e al Forte di Belvedere di Firenze nel 2014, la monumentale scultura di Giuseppe Penone sarà visibile nella sala ovale della galleria Gagosian di Roma.

Giuseppe Penone è nato nel 1947 a Garessio, Torino. Vive e lavora tra Parigi e Torino. Le sue opere sono parte integrante delle principali collezioni museali nel mondo, quali Tate Gallery, Londra; Centre Georges Pompidou, Parigi; Musée d´Art Moderne de la Ville de Paris; MAXXI, Roma; Castello di Rivoli, Torino; Stedelijk Museum, Amsterdam; Museum of Modern Art, New York; e Museum of Contemporary Art, Los Angeles. Tra le personali più recenti si annoverano: Centre Georges Pompidou, Parigi (2004); Toyota Municipal Museum of Art, Toyota, Giappone (2008); Ikon Gallery, Birmingham, Gran Bretagna (2009); Musée des Arts Contemporains, Grand-Hornu, Belgio (2011); Documenta 13, Kassel (2012); "The Bloomberg Commission: Giuseppe Penone", Whitechapel Art Gallery, Londra (2012); “Penone Versailles”, Château de Versailles, Francia (2013); “Giuseppe Penone”, Kunstmuseum Winterthur, Svizzera (2013); “Ideas of Stone”, Madison Square Park, New York (2013–14); “Prospettiva Vegetale”, Forte di Belvedere—Giardini di Boboli, Firenze (2014); “Breath is a Sculpture”, Beirut Art Center, Beirut (2014); e “Giuseppe Penone”, Musée Grenoble, Francia (2014). Penone ha co-rappresentato l’Italia in occasione della 52esima Biennale di Venezia (2007) ed è stato insignito del Praemium Imperiale dalla Japan Art Association nel 2014.

Il Nasher Sculpture Center, Dallas presenterà un’importante mostra dell’artista dal 19 Settembre, 2015 al 10 Febbraio, 2016.